sabato 30 aprile 2011

Nelle mie scarpe


Scarpe bruciate, questo vedo. Scarpe bruciate dalla vanità.
Non c'è contatto con la terra, solo odore di plastica sciolta.

Scarpe bucate, questo vedo. Scarpe bucate e felici. Ben salde.
Semplicemente consumate, niente di che.

I piedi ben contenti e stanchi se ne liberano. Pulsano, contro il terreno.

lunedì 18 aprile 2011

Diritti al bivio


Che tempo era, quello in cui si correva nei campi di grano a spigolare; che tempo era, il tempo del Sole che bastava a farci giocare, bastavano le ombre, bastavano le nuvole, bastavano le foglie.

Che tempo era, quello in cui la sera se non leggevi la favola al tuo bambino eri proprio strano; che tempo bello era, quello in cui vedevi un ragazzino immerso tra le righe di un romanzo coi pantaloncini corti pezzati, seduto sul marciapiede del paese, o una bimba correre in mezzo al prato senza scarpe, coi piedi impolverati e felici; che divino tempo era, quello delle donne al fiume... bello il fiume...  E le miserie erano ricchezze e ciò che la ricchezza sembrava poter dare lo ha tolto.
 
Passate epoche e anni e generazioni, dai campi di grano ai disegni per saltellare sull'asfalto... che bello era divertirsi con un sasso rosso e pochi amici; chi lo chiamava "mondo", chi "sette" e che ne so, ma bastava poco, era un bel gioco, proprio un bel gioco.

Che bello era correre nel cortile della scuola, giocare a nascondino, a lupo, un due tre stella ed essere contenti dell'autunno perché c'erano mucchi di foglie arancio rosse in cui saltare. E la sera stavi con mamma e papà, chi giocava, chi scriveva, chi guardava i cartoni animati.
 
Che bello è vedere i bambini ridere, vederli crescere, spensierati, almeno fino a che, ancora fanciulli, il mondo non li vuole cresciuti...

Che bello vederli ragazzi e pronti a difendere il proprio destino. Che triste, invece, vedere chi si fa portare via dal vanto e dal semplicismo diffuso ... e gli altri qui sopra che se li stanno li a guardare senza parole e che a farli scegliere preferirebbero non dover lottare per qualcosa che dovrebbe essere già loro...

Che bello poterti dire "sei al sicuro figlio mio"... se si potesse, se si potesse, figlio mio.

domenica 17 aprile 2011

Essere



Premettendo di pensare all'Essere in senso di pura volontà e naturalezza del vero e genuino, d'amore per la bellezza e per la ricerca infinita, l'essere "perché sei così" e non perché qualcuno dice che "così" è "giusto o sbagliato"; la natura umana che l'Umano dovrebbe avere in fin dei conti, nulla di più semplice; anche se la realtà fa sembrare che la questione sia così complicata. Al di la' delle miriadi d'interpetazioni e riflessioni filosofiche sull'essere, sento, di dover essere così.

"Cerca di essere perché se non sei  non posso nemmeno pensarti.

Cerca di essere anche solo nel mio pensare perché se non sei nemmeno li, non esisti.

Dici che tutto ciò che io penso in qualche modo è?

Così, se penso ad un fiore che non esiste, posso addirittura sentire il suo profumo attraverso il  pensare della sua nascita.

Ed è meravigliso quanto una gioia creata possa divenire palpabile, come un sogno le cui percezioni  diventano percepibili oltre che percepite.

La cosa più triste invece è quando qualcosa che esiste, non è per niente...
E così io la potrei pensare quella tal cosa, ma non è! per come io intendo l'essere...

La conoscenza non è solo concetto, la conoscenza non è solo percezione. Sei e conosci, percepisci e  apprendi, solo se senti, vedi, comprendi e sai portare tutto questo nel mondo.

Essere, in fondo, è puramente Amare."

martedì 12 aprile 2011

Baby


Dimmi del sentiero
giusto da percorrere
ma non limitarti a questo.
Aiutami a camminare
o sarà tutto inutile
per entrambi.
Lascia che io ti ascolti,
ma permettimi di parlarti.
Dammi il la' ma fai in modo
che la scala io la possa
salire anche da sola.
E se per caso non ci capiamo,
come sicuro accadrà,
pensa al sorriso
che ti sto facendo ora,
guardami in volto
e fermiamoci a pensarci.

sabato 9 aprile 2011

La magie


Le donne, gli uomini,
i film che fanno la storia,
la musica che vive sempre,
il non calcolabile, l'universale,
la poesia, la bellezza,
i bambini che scrivono i loro giochi
sulle foglie autunnali, scricchiolanti.
Il sapore di un bacio al caffè, amore mio.
La libertà di non voler possedere nulla
se non la libertà stessa  
e la consapevolezza dell'alba.
Che importa del resto? 
Posso amarti, ti amo e lo farò,
puoi amarmi, mi ami e lo farai.
Il grigiore delle petroliere in mare,
l'astuzia delle pietre al potere,
il tanto parlare senza far nulla.
Amore, che si fa?
Immagina di dare un colpo di bacchetta,
in battere o in levare vedi tu,
e così d'un tratto tutto la' fuori è diverso
e le cose belle che ti ho detto, 
quelle che ora vanno perse, 
le vedono tutti, le amano tutti.
Dopo un colpo di bacchetta, 
nessuna paura. La magie.
Immagina che bello, 
se non ci fosse motivo di preoccupazione.
Immagina, se tutti sentissero
scricchiolare le foglie.

Principessa


Occhio verde, dalla tenebra esce una canzone.
Parla di te e della tua forza. Parla della tua grazia.

Non so, non so da dove vengono queste parole, 
solo so che tu sei un bagliore.

Candido, tenero come un focolare
e appena scorgo il tuo sguardo,
il mio si commuove e ti abbraccia.

venerdì 1 aprile 2011

Fondamenta


La terra umida che accoglie i nudi piedi di una corsa liberatoria.

Un bambino che ride vedendo un foglio bianco strappato dal padre.

I giovani e la potenza dei loro sogni, i vecchi e la potenza dei loro giorni.

Gli alberi che fioriscono e colorano i paesi.

La libertà di dire, scrivere, pensare.

Una lettera scritta con carta, inchiostro e polso sinuoso.

Rialzarsi, ricominciare, quando qualcosa va storto.

L'amore negli occhi del proprio compagno o compagna.

Tutto l'amore che doni, con il respiro tutto.

I genitori, uomini e donne, che sanno essere genitori, uomini e donne.
I figli, uomini e donne, che riescono ad essere figli, uomini e donne.

Tutte le forme d'arte, la creatività, l'espressione.

Il viso, la voce, il profumo di una persona cara.

La forza di continuare, la forza di amare.

La forza di amare la vita.

Dicono dieci


Mi chiedo se possa convenire
stare alle "regole" solo per
dar retta alla storia passata.
Preferisco prenderne esempio
ma rimanere libera sempre.

Queste righe, dicono dieci.

giovedì 31 marzo 2011

Fermo immagine


Caldi scatti, la tua immagine fermata dall'obbiettivo.
Nemmeno il tempo di vederti e già ti avevano ucciso.

Nelle tue parole, nelle tue scene e poesie
io ti rincorro, sognante.

Ammiro il tuo sogno e lo vivo, pregando la giustizia divina,
per te e per tutti gli altri  ammazzati come cani
dagli inferni senza senso dell'assenza d'anima.

Sono qui a pensare a ciò che ti hanno tolto;
sono qui a pensare alla bellezza di cui ci hanno privato.

E sono qui a sorridere, amaramente,
per coloro che non capirebbero
e che probabilmente non capiranno mai.

mercoledì 23 marzo 2011

Glaciale


L'angelo grida, ma non molla.

Nella brutalità, puntuale e sconvolgente,
c'è la geometria della nebbia neurale.

Privi di senno e di perdono, privi di se persino.

Sarebbe questo un uomo?

sabato 19 marzo 2011

Di passaggio


In quel tratto di strada,
come spesso accade
ho trovato il Pensare,
con il Sole alle spalle
e la Luna di fronte
l'una a salutare l'altra.

Stupita dalle linee di luci sulle nubi,
cosciente e incosciente al tempo stesso
della grandezza eterna del dipinto.

Non potevo fermarle in uno scatto
ma le ho fermate dentro,
quelle nubi e quei colori
che nessun uomo sa creare.

Ha preso corpo l'aria sul volto,
ha preso corpo la percezione assoluta,
mi sono chiesta se intorno
nelle tante macchine di passaggio
ci fosse qualcuno intento
a godere di queste muse.