giovedì 10 marzo 2011

Salita porpora


Vedo una lacrima stremata,
ma la strada è viva.

Sono una sillaba e mille parole,
il suono di un nitido fuoco,
il suono della mia vocazione.

Come porpora tanto amata,
impregno me stessa del rosso divino.

E così non si ferma la salita,
in ogni caso, mollare mai.

Cento e mille e miriadi
d'anime perse nel secondo:

si ritrovano solo se aspettano
di guardarsi in viso, per respirare.

Ora. Basta.


Lontano dal fumo di sigaretta,
dai polmoni anneriti dalla frenesia.
Lontano dalle visioni grottesche
di sorrisi orridamente sporchi.
Lontano dall'ingiustizia,
capillare e disastrosa.
Lontano dai greggi,
dagli eroi falsi,
dalla povertà di cuore.
Lontano dal bisbiglio malvagio
di spiriti senz'anima.
Lontano, lontano da ogni male.

Coccolami, mio pensare,
coccolami, mia parola;
come ora, sempre:
cammina quando cammino,
riposa quando riposo,
proteggimi ed io ti proteggerò;
come ora, sempre:
note di parole e parole di note,
colori come vita,
contro la morte grigia.

Lontano dal torpore,
la verità è tutt'altra;
i miei racconti nuocerebbero
anche al loro cuore spento.

La mia anima s'allaccia al Sole
ogni mattina al risveglio,
s'appiglia alla Luna,
ogni sera prima del sonno,
si svela e si rivela,
con l'alba e col tramonto.

Possibile che il mondo
non voglia godere della vita?

Che non giunga la morte:


Il respiro è di piombo su queste linee nere carbone.
L'impotenza è giunta in fronte ai più giusti;
siano pietrificati dalle loro menzogne,
coloro che fanno di se il tutto e del tutto il nulla.

Le spalle fanno male, troppo peso, troppa fame.
Le mani fanno male, troppo odio, troppe brame.
Il respiro è affannato su queste vie di stenti.

Un tempo erano lamenti, ora è la rovina.
"Bambini non piangete, tutto passerà".
"Ragazzi, lottate, o la morte giungerà".

giovedì 24 febbraio 2011

Da un luogo strano


Places pleins de gens, un concerto rock
e il sorriso d'una conoscente.

Il fuoco dentro barili vuoti,  il freddo fuori.

Guardando il fuoco, s'accende anche lo sguardo.

C'è tanta gente strana. Non c'è nessuno.
S' aggirano, intrisi di vani pensieri.

Un terrier sdraiato accanto al compagno,
si amalgama alla terra, diviene statua divina.

Un nostro amico, sincero ride.
Tu accanto a me. Mi tieni stretta, protetta.

Un uomo che impreca e non ispira fiducia.

Una panca di legno:
la notte di fronte ci stupisce il sapore.

Quell'uomo, mi ha trasmesso terrore.

Fatti strada, facciamoci strada:
"Ici, on a beaucoup de gens, ma non c'è nessuno."

Facciamoci strada, fatti strada tra la gente.

Non sarà difficile in fondo. Forti così,
ci siamo solo noi qui attorno.

"Proteggimi, lo so che  lo farai."
"Proteggimi, io so che lo farò."

Marì: storia d'ogni giorno

Vedo una ragazza camminare a testa alta, col Sole in fronte, accanto al suo personale muretto del ritorno, con il sorriso di chi sa che non è finita la lotta; eppure ancora è li e inizia a correre con il vento. Scende le scale dal tetto di un'alta maison di cemento e smette di correre per guardare la gente intorno, tanto rumore. I conducenti delle auto imprecano stressati da se stessi, due donne condividono i loro volti e i volti dei loro bimbi in fasce. Come automi altre centinaia di persone passano velocemente, quasi temono lo sguardo degli altri e tengono la testa dritta e tesa davanti a se, ghiacciata verso quell'unica direzione. Dolce Marì continua a camminare e a guardare, con le mani in tasca, tornando verso casa, un po' spaventata. "Dammi un po' di musica e sono apposto" pensa. "E sia". Non sente più il frastuono con le cuffie in testa, si perde nel suo mondo e sta bene. "Occhio!!" sente urlare. Stoppa la musica e si rende conto di essere in mezzo alla strada. Corre veloce col semaforo rosso all'altro capo e ringrazia con un cenno l'uomo che ha gridato. Marì. Cammina Marì, cammina ancora. Prima o poi arriverà a casa. Nel frattempo l'unica protezione che sente di avere è quella musica. "Dove vogliono arrivare?"; stanno costruendo qualcosa di immenso in centro, non si sa quanti piani abbia e cosa sia di preciso, ma sarà il più alto edificio della città. "Dove? Dove vogliono arrivare?". Taglia la strada Marì, entra in un vicolo, quello di sempre, vede i muri, quelli di sempre, vede i "quasi vicini di casa", quelli di sempre. Gira l'angolo, entra nel suo cancelletto dopo aver litigato con le chiavi, sale le scale. "Vado in camera mamma" e mamma sorride: "Ciao amore"; "Ciao", risponde Marì. Apre la porta, chiude la porta. Il letto è in ordine, lo ha messo apposto lei. "Le darò un bacio poi. I libri, devo mettere apposto i libri... lo faccio dopo, ora leggo." Marì legge, poi ascolta musica, poi studia, poi chiama un'amica, poi guarda fuori: piove, fa freddo, intravede un clochard giù per strada dalla sua finestra; alza gli occhi e scorge la Luna tra le nubi. Due lacrime le rigano il viso, ma - pensa lei - non sa perché. A cena con mamma, papà arriva più tardi e per fortuna andrà ad abbracciarla come al solito mentre studia; le darà il suo buffetto di incoraggiamento e continuerà ad amarla sempre. Lei vede in tv frasi sconnesse, poi torna in camera a studiare e davanti a se ha ancora la pioggia, le nubi, la Luna, il clochard. "Non è finita. Non ho paura.".

Vibrazioni


Vibra il passo,
vibra la tua mano sul tavolo,
vibra il gatto, dall'albero a terra,
vibra la ciliegia, cade, rotola.
Vibra la lira, l'arpa, vibra il piano battuto.
Vibra la penna sulla carta,
l'occhio che legge, l'orecchio che ascolta.
Vibra la percezione nella scoperta,
vibrano i polmoni nel respiro,
vibra l'eccellenza, vibra la ricerca.
Vibra il piede che gioca,
vibra la casa costruita.
Vibra il vento rapito da te,
vibri tu, immensamente, con me.

martedì 22 febbraio 2011

I figli del mondo piccolo


Sento un gran freddo,
se mi trovo accanto
ai figli del mondo piccolo.
Mi sembra di impazzire,
quando vedo la loro ascesa
e il sangue pulsante dei giusti
colare sulla terra, come frammenti
di un bicchiere di glassa, stanchi.
I figli del mondo piccolo,
che hanno perso l'anima
tra denaro e presunzione,
che hanno perso di vista l'uomo,
e vedono quel che più li aggrada.
Malati di se, persi.
Credono d'essere vivi,
ma non sanno: che il sangue
è vivo e continua a pulsare,
anche quando credono
d'aver ottenuto la gloria.

Madri al fronte


Il partigiano, morente, pensava: "Chissà, se è servito a qualcosa".
Il soldato, ferito lo guardava, sorridente gioiva: "Ho vinto, ho vinto e tu muori".

La madre del primo piangeva: "Mio Dio.. mio Dio, perché?!"
La madre del secondo gridava: "Mio Dio, Dio mio... perché?!"

Entrambe, accasciate al suolo: "Dov'è il mio bambino.. dov'è?!!"

domenica 20 febbraio 2011

Nel non tempo

Si stanca talvolta, la luce. Tace, persino.
Guardala negli occhi. È pura, non brucia.
Tornerà a parlare, non abbandona, 
riderai accanto a lei.
Non ci sarà alba, non ci sarà tramonto.
Solo il non tempo dell'estasi.

sabato 19 febbraio 2011

Schiaffi


La malinconia 
s'accosta ai pensieri, ti fa ondeggiare
come i famosi "daffodils".
E' li per ricordarti 
che ancora una volta stai lottando.
E' li per dirti che ogni sillaba pronunciata
la devi alla vita stessa,
è li per stuzzicare in te 
la voglia di vita, 
per non fartela perdere mai.
Quella è la malinconia 
che ti desta e ti fa arrabbiare
ma tanto bene conosci,
tanto da poterci giocare.
La prendi, davanti a te, 
rispondi ai suoi schiaffetti materni,
le parli e lei ti a te,
come se foste amici da sempre.
E così i grandi poeti 
seppero dare al mondo il loro amore:
giocando con la malinconia, 
prendendola a schiaffi, d' ironia e fervore.

Dio era felice. Ora non molto.

 
Pensateci. Dio era felice. Ora non molto. Lo so, lo so, alcuni di voi nemmeno crederanno nella Sua esistenza, nel Suo Essere. Personalmente non ho mai capito chi si definisce ateo, chi insomma crede non ci sia nulla di superiore, nulla e nessuno da cui tutto ha avuto inizio. C'è chi si affida totalmente alla scienza, che è umana, e come tale prova teorie umane con prove umane. Quando ero piccola, verso gli undici anni credo o giù di li, avevo questo chiodo fisso di non accettare la teoria del big bang. Mi sembrava assurdo pensare che dal nulla potesse nascere il tutto attraverso una sorta di mega esplosione, dalla quale poi naturalmente i pianeti del sistema solare si sono sistemati in modo tanto fenomenale e non casuale da poter dar vita alla vita. La domanda principale poi era "se prima c'era il nulla, chi ha creato questo nulla?". Niente da fare, non mi andava giù il big bang. Non ho religione, per fortuna. Credo sia una fortuna perché Dio non è religione, non è nessuna delle religioni umane. Una notte parlavo con un amico in chat, era in lacrime e mi disse: "Lara, ascoltami bene... Dio ha detto "Spezza un legno e io ci sarò, alza una pietra e lì mi troverai." ". Era in lacrime disperate e io gli dissi che era vero... Dio non è in una chiesa, non è in una moschea. In realtà la prima cosa che mi venne spontaneo dirgli è stato "Dio è nel tuo pianto in questo momento" e quanto era vero, quanto è vero. Gli parlai dei miei approfondimenti riguardo alla Bibbia, che ho studiato e indagato per più di un anno con tutti gli approfondimenti storici e scientifici del caso anche perché, per chi non lo sapesse, la Bibbia è un libro storicamente e scientificamente molto accurato (es. che la Terra fosse sferica già era scritto nella Bibbia, così come la teoria di Einstein dell'energia che si trasforma in materia). Feci al mio amico l'esempio dei dieci comandamenti: "Sai i due comandamenti "Non desiderare la donna d'altri" e "Non desiderare la roba d'altri", no? Ebbene, questi due comandamenti in realtà erano parte di uno stesso unico comandamento che è stato suddiviso in due eliminandone uno che era poi il "Non farti idoli, immagini ecc" - (se non ci credete andate a vedere la versione cattolica della Bibbia; non so se siano tutte uguali ma ho potuto vedere con i miei occhi che è così). Allora.. una persona potrebbe obbiettare dicendo "beh, ma tanto lo dicono" .. a parte che è assurdo e scorretto cambiare una cosa così importante (poi il motivo?) e comunque a me, personalmente lo aveva accennato un professore di religione laico, non un sacerdote, il principio del non farsi immagini ecc ecc.. cosa che comunque puntualmente la Chiesa fa, ma per ora continuiamo. Magari a voi lo avrà detto un sacerdote, magari qualcuno (in rarissimi casi) avrà avuto l'onestà di spiegarvi questa cosa, ma probabilmente non avrà saputo dare spiegazione al perché la Chiesa abbia deciso di fare un simile cambiamento rispetto al testo originale. Continuammo il nostro discorso notturno: "Hanno sempre detto ciò che gli era comodo dire, tenendo le persone nell'ignoranza; E poi dai.. quanti cattolici conosci che abbiano preso seriamente in mano la Bibbia, leggendola e approfondendola passo per passo? Io nemmeno uno, uno solo no!". "Sei molto intelligente, Lara" mi disse e io lo ringraziai infervorata dal discorso pensando che poi, in fondo, la mia è solo sete. Continuò, sempre piangendo, scrivendo: "Perché? io le so queste cose, ma perché Lara?! perché lo fanno?" e io gli risposi: "Beh.. non vorrai mica che debbano smettere di vendere santini e presunta acqua benedetta davanti alle chiese? o che debbano smettere di portare le loro belle croci d'oro massiccio e i vistosi anelli da passeggio?!". Queste cose in realtà le pensavo e sentivo anche prima di leggere e studiare la Bibbia, ma approfondendo è ovvio che capii molte più cose. Poi beh, molti ora lo sanno che Cristo non era figlio unico, altri non lo immaginano nemmeno. Alcuni pensano ancora che Maria fosse rimasta illibata per tutta la vita, povera Donna. Aveva fratelli e sorelle, Gesù. Poi c'è "la storia della trinità": la Chiesa definisce "Padre, Figlio e Spirito Santo". Opinione molto diffusa è che Padre e Figlio siano la stessa cosa (assurdo). Cosa poi non specificata è che lo Spirito Santo non è una terza personalità spirituale, ma semplicemente la forza attiva di Dio stesso. E' diffuso anche il dire "l'arcangelo Gabriele", ma le persone sono per lo più tenute all'oscuro del significato della parola arcangelo e di ciò che ne consegue. Il termine arcangelo significa "a capo di tutti gli angeli": Bene, di capo di tutti gli angeli ce ne puo' essere solo uno e nella Bibbia questo "Uno" è chiamato Michele che è poi il nome di Gesù Cristo come Persona Spirituale ovvero il nome che il Padre gli diede prima di renderlo umano per noi (ah a proposito, lo sapete cos'è "il riscatto"? lo sapete... per bene?). Dunque se A vuol dire B e B non vuol dire C, A non vuol dire C e Gabriele era un angelo e non un arcangelo. E l'idea dell'Inferno e del Paradiso come dimensioni a se? Cosa significa letteralmente la parola "inferno"? Significa "SOTTO TERRA" ovvero morto, dunque è ben deducibile che l'Inferno dell'uomo è la morte stessa e, in effetti, secondo le Sacre Scritture, l'uomo non era stato creato per morire, ma per spiegarvi il perché e tutto ciò che ci sta attorno dovrei scrivere ancora per ore e ore. Insomma, se vi interessa sapere, andate ad approfondire. Paradiso = giardino. Giardino = terra. Avete presente no come sarebbe dovuta rimanere la terra se noi idioti non l'avessimo distrutta no? Sempre secondo le Scritture, il paradiso è la Terra stessa, o meglio doveva esserlo e questo anche perché l'uomo è stato creato per stare sulla terra non per viverci e tornare "nei cieli" (identificazione biblica per dire "dove ha sede la forza attiva di Dio, dunque il cosmo se desideriamo provare a "tradurre" il già tradotto). E a riguardo, aggiungerei che semmai "nei cieli" ci staranno i sommi capi, le creature spirituali da Essi stessi create e i 144.000 (anche qui se volete sapere chi sono e perché dovreste approfondire). Insomma, ci si creda o meno, all'esistenza di Dio e alla divinità di Gesù, non leggere ed approfondire la Bibbia è a parer mio cosa da pazzi; ah no, scusate, forse i pazzi sono coloro che lo fanno, al giorno d'oggi. E' un capolavoro, la Bibbia. Sessantanove libri, scritti a distanza anche di secoli l'uno dall'altro, da più di una quarantina di autori diversi, di ceti sociali e cultura completamente diversi (dai pescatori ai medici o agli esattori delle tasse - nel caso di Matteo che era esattore di tasse prima di decidere di seguire Gesù). Addirittura si passa da autori veramente colti a persone semi analfabete (allora? come fa un semi analfabeta a scrivere e farlo così divinamente se non sotto ispirazione divina?). Lo sapete cosa significa il nome di Dio? o almeno sapete qual è il nome di Dio? Nei testi originali delle Sacre Scritture il nome di Dio è riportato più di 7.000 volte (forse ci teneva se lo ha fatto scrivere così spesso no?!???). E' stato sostituito nelle traduzioni odierne con appellativi quali "Signore" "Padre" ecc.. Ma scusa... tu che leggi... come ti chiami? Agata, Agapornis, Gertrude, Marco, Francesca, Lara ecc ecc... e ti piacerebbe se qualcuno ti chiamasse solo "signore", "ragazza", "ragazzo", "uomo", "donna"... pur sapendo qual è il tuo  nome? pur avendolo specificato ben 7000 volte?!??? Il nome di Dio, per i testi antichi è "JHWH" [in ebraico , vocalizzato Jahvé / Jahweh / Yahweh] e significa "Colui che fa Divenire". Il motivo "ufficiale" (per non dirlo) della Chiesa e di altre religioni così dette "cristiane" sarebbe che in fondo non si può' essere certi della pronuncia del nome, essendo comunque nome ebraico e in quanto tale privo di vocali. Altri sostengono addirittura che Dio abbia "sbagliato" a dire il proprio nome (!) poiché avere un nome "sarebbe" umano (ma io dico scherziamo?); trovereste mille cose, mille ipotesi, mille motivi d'ogni sorta. Una riflessione, una sola, sulla pronuncia: se un ragazzo si chiama Alessandro in Italia, in Francia si chiamerà Alexandre, in Inghilterra si chiamerà Alexander ecc ecc, ma sarà sempre il nostro Alessandro giusto? e non credo preferirebbe "non essere chiamato" piuttosto che il suo nome non venisse preso nemmeno in considerazione, avendolo poi sottolineato più volte. Concludo con una frase che a parer mio dice tutto di Dio, di JHWH, anche se inviterei atei e non atei ad approfondire e se pensate che Lui sia felice di ciò che vede, state pur certi che non è così (se vostro figlio si uccide ne siete contenti? non credo) e se vi chiedete perché non è ancora intervenuto, beh, anche qui, andate a cercare. La frase, la frase... mi perdo! ci sarebbe così tanto da dire. "Dio è Amore" (1 Giovanni - 4, 16). Continuate voi se lo desiderate, a me ora fa male la mano e sono quasi le due... Ah! un' ultima cosa (messaggio personale, pardon): "Caro amico mio.. non piangere più.. hai la luce tra le mani."